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Testi che hanno dormito troppo a lungo nei cassetti.
Autori che si meritano quindici minuti di eternità. Immagini che commentano, amplificano e illuminano fili nascosti.
Una crestomazia dalle tre P: progressiva, periodica e non pusillanime.

[11/1/2012]

# Editoriale_II

l'Øspite ambiguo procede con circospezione. Ci abbiamo messo 8 anni per pubblicare 50 contributi, e non sappiamo dire se in futuro la velocità sarà la stessa. Ci piace comunque pensare a questa rivista elettronica come a una bottega fumosa, coi vetri sporchi e senza luce, dentro una luce al neon flebile e anche tremolante qualche volta. E dietro al banco un signore di nome Franco Saiz, che è esistito davvero, e quel poco del commercio che so me l'ha insegnato lui. Passava i pomeriggi a intrattenere i clienti, raccontando storie, favole, anche balle probabilmente... e poi, quasi distrattamente, si ricordava di vendere e incassare. Ma la vendita sembrava un dettaglio, un di più, ciò che contava realmente era lo scambio di tutto il resto. La sua bottega era un ammasso di cose bellissime, da poche lire a decine di milioni in pochi metri quadrati. Potevi comprare katane, giade cinesi, collane art déco, busti di garibaldi, sigilli babilonesi, opali, argenti di ogni foggia e specie, forse anche da Foggia, chi lo sa, e poi perle bianche e nere, libri, codici e rotoli di seta e cinture e fibbie e statuine e vasetti e vasoni e tutto ciò che uno non si immagina nemmeno di poter trovare in una bottega di culto, in cui ti potevi imbattere in Bettino Craxi o in un adolescente come me. Saiz era un vero direttore editoriale, e noi possiamo solo provare a imitarlo.



[25/3/2004]

# Editoriale_I

Quattro regole semplici. Uno: il testo non è ancora stato pubblicato, oppure è stato pubblicato in contesti poco visibili. Due: non più di due contributi nel tempo per autore. Tre: nessun limite di genere: saggi, poesie, racconti, traduzioni… Quattro: i testi sono belli, utili e fanno pensare, a mio sindacabilissimo giudizio s'intende.
Vi assicuro che non ho dovuto praticare particolari censure via via che ho chiesto ad amici e amici di amici di farmi leggere qualcosa. Ogni volta ho trovato un diamante, o qualcosa che gli assomiglia molto. L'idea di una bacheca di inediti è nata per sfuggirmi di mano (sto scrivendo questo editoriale ex post dopo aver raggiunto quota dieci testi). Se succede, vuol dire che ha una vita propria, che guarderò insieme a voi snocciolarsi sotto gli occhi. Scrivete, commentate, arrabbiatevi se credete e – spero di cuore – godete. Lo spirito è quello di un gruppo di persone che si ritrovano in una casa aperta per fare musica insieme. La finalità: solo il piacere di far circolare nel web e rendere accessibili testi che dormivano troppo pigramente in qualche cassetto.
A questo punto mancava solo il titolo. Questo meta-cassetto di inediti si intitola L'Ospite ambiguo, un omaggio al geniale creatore americano di macabri libri illustrati Edward Gorey (1925-2000) e al suo capolavoro The Doubtful Guest (1957), quindici tavole folgoranti che abbattono d'un sol fiato due secoli di morbosa e ammorbante piccola borghesia. Un nemmeno tanto sottile gancio per dire che certi ospiti danno lustro alla casa che li accoglie, riempiendola di vita.