home page


Testi che hanno dormito troppo a lungo nei cassetti.
Autori che si meritano quindici minuti di eternità.
Immagini che commentano, amplificano e illuminano fili nascosti.
Una crestomazia dalle tre P: progressiva, periodica e non pusillanime.

[1/11/2008]

# 28_Alfredo Accatino


Hard

Quando Capitan Findus tornò a casa, stanco e assonnato, dopo un'altra delle sue missioni impossibili, e aprì la porta, quasi non ci voleva credere.

Mastro Lindo e Omino Bianco erano lì, avvinti sul tappeto del salotto, ognuno con la lingua dentro la bocca dell'altro. Immobili e silenziosi come frutti di mare. Ma il tutto era reso ancora più crudele dall'inconfondibile profumo di Arbre Magic e dalla musica dei Ferrero Rocher, che avvolgeva ogni angolo della stanza con la sua struggente melodia.

Omino Bianco, il fedigrafo, arrossì violentemente. Mastro Lindo si alzò, coprendosi alla meglio, sapendo di averla fatta sporca. Solo Capitan Findus rimase impassibile. Immobile, freddo, quasi glaciale. Una cosa che, del resto, gli era sempre risultata facile.

Alfredo Accatino (2008)


torna a Testi