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Testi che hanno dormito troppo a lungo nei cassetti.
Autori che si meritano quindici minuti di eternità.
Immagini che commentano, amplificano e illuminano fili nascosti.
Una crestomazia dalle tre P: progressiva, periodica e non pusillanime.

[16/4/2009]

# 30_Roberto Maggio


Le 17 copertine di LP del XX secolo secondo Roberto Maggio


1.
Joy Division, Unknown Pleasure (1979), etichetta Factory, art director Peter Saville.
Il tracciato bianco è la rappresentazione grafica del battito di una stella pulsar.

2.
Sonic Youth, Goo (1990), etichetta DGC.
Il disegno è di Raymond Pettibon.

3.
The Velvet Underground, The Velvet Underground and Nico (1967), etichetta Verve, art director Andy Warhol.
Nella prima tiratura la banana era un adesivo che poteva essere rimosso mostrando al di sotto il frutto sbucciato, color rosa.

4.
The Beatles, Revolver (1966), etichetta Parlophone, illustrazione di Klaus Voormann.

5.
The Cure, Three Imaginary Boys (1979), etichetta Fiction.
Robert Smith ha sempre odiato questa copertina del suo primo album, e questo va a suo perenne discredito.

6.
Bow Wow Wow, See Jungle! See Jungle! Go Join Your Gang, Yeah, City all over! Go Ape Crazy! (1981), etichetta RCA.
Malcolm McLaren, manager della band e già con i Sex Pistols, fece posare nuda la cantante ancora minorenne per questo remake post-punk del Déjeuner sur l'herbe.

7.
Pink Floyd, Wish You Were Here (1975), etichetta Harvest, art director Storm Thorgerson.

8.
Yoko Ono, Season of Glass (1981), etichetta Geffen.
Gli occhiali nella foto sono quelli indossati da John Lennon quando Mark Chapman gli sparò. Nel retro copertina il bicchiere è pieno.

9.
Gainsbourg, Love on the Beat (1984), etichetta Mercuri.
L'uomosessuale.

10.
Battiato, Fetus (1972), etichetta Bla Bla, art director Gianni Sassi.
Ci tenevo a inserire almeno un lavoro di uno dei nostri geni dell'art direction applicata alla discografia. Fra Cesare Monti, Mario Convertino e Gianni Sassi, la scelta è caduta su quest'ultimo, e su una copertina che ha fatto storia.

11.
Tom Zé, Estudando o Samba (1975).
Il disco sul quale David Byrne ha fondato un'intera carriera di ‘world musician'. Realizzato durante la dittatura militare in Brasile, come denuncia la copertina.

12.
Kraftwerk, Kraftwerk (1970), etichetta Philips, art director Ralph Hutter.

13.
Miles Davis, Bitches Brew (1970), etichetta Columbia,dipinto di Mati Klarwein.

14.
Sex Pistols, God Save the Queen (1977), etichetta Virgin, art director Jamie Reid.
L'unico 45 giri della selezione. Seminale sia per il contenuto che per la copertina.

15.
Stevie Wonder, Songs in the Key of Life (1976), etichetta Motown.

16.
XTC, Go 2 (1978) etichetta Virgin, art direction Hipgnosis.

17.
Portishead, Third (2008), etichetta Island.


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