home page


Testi che hanno dormito troppo a lungo nei cassetti.
Autori che si meritano quindici minuti di eternità.
Immagini che commentano, amplificano e illuminano fili nascosti.
Una crestomazia dalle tre P: progressiva, periodica e non pusillanime.

[4/4/2010]

# 38_Miro Silvera_II


La teoria della quatto D

Si dice che molte cose finiscano all'asta per una delle tre fatidiche D: Debiti, Decessi e Divorzi. Nel mio caso si tratta di un'altra D, quella dei Distacchi. Volendo guardare ai prossimi anni con maggior distanza, ho deciso che, dopo tanti traslochi e tanti luoghi di vita, accumulando mobili, quadri e oggetti, una scelta andava fatta, e così è stato. Dalla casa dei miei genitori (quella di via Fabio Filzi, quella molto grande di via Pietro Cossa e quella di via Olona), a quelle mie (ben tre in via Lanzone nel corso di trent'anni) gli arredi si sono mescolati, rinnovati e dislocati, ho venduto e comprato, e mi sono molto divertito a creare gli ambienti in cui ho vissuto.

Gli oggetti esposti in questa mostra sono parte della mia storia privata: sono tutti diventati ‘adulti' ed è ora che vadano in giro per il mondo ospiti di altre case senza di me. Grazie a un incendio nella casa di campagna, che si è allegramente sgranocchiato quadri, mobili e ricordi, ho imparato che le cose hanno una loro vita, che va ben oltre la nostra. Tutto è quindi solo preso in prestito e viene allora il momento di lasciare libere alcune opere d'arte o di semplice arredo che ci hanno appartenuto.

Da scrittore, ciascuna di essere mi ha raccontato la sua storia, mi hanno anche detto: “Ci chiamiamo Mobili proprio perché possiamo e sovente desideriamo muoverci. Ci chiamiamo Quadri perché inquadriamo alcuni momenti d'arte a tratti veramente felice. Ci chiamiamo Oggetti perche voi Soggetti ne possiate godere, ma solo finché non ci rompete, non ci tolgono a voi con il furto o non passiamo di moda o di mano. Ciò che è esposto in questa mostra cambierà di casa, di indirizzo, di proprietario o di collezione, ricordando sempre che ogni cosa reca l'impronta non solo di colui che l'ha creata ma anche di coloro che l'hanno ospitata ricordando sempre che io, da scrittore, ho cercato di farlo.”

Miro Silvera


torna a Testi